REI (Reddito di inclusione sociale): cos’è e a chi spetta

Risultati immagini per REI (Reddito di inclusione sociale): cos’è e a chi spetta Il REI è il nuovo sussidio contro la povertà. Verrà erogato dal gennaio 2018 sulla nuova Carta Rei. Vediamo a chi spetta, requisiti e importo, e come fare domanda per il reddito di inclusione sociale.

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Il 22 novembre 2017 la circolare Inps n. 172 ha definito nei dettagli il nuovo Reddito di inclusione sociale (Rei). Il Rei era stato introdotto dal decreto legislativo n. 147 del 15 settembre 2017.

Il Rei andrà a sostituire il Sostegno all'inclusione attiva e l'assegno di disoccupazione Asdi. E diventerà così lo strumento unico nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

Partirà dal 1° gennaio 2018, e sarà composto di due parti. Un assegno mensile, che avrà un importo variabile secondo le dimensioni del nucleo familiare e altre variabili. E un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo.

Potranno accedere al Rei le famiglie con valore ISEE non superiore ai 6mila euro, indicatore ISRE non superiore ai 3mila euro, patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non superiore ai 20mila euro. E un patrimonio mobiliare non superiore a 10mila euro. Per il patrimonio immobiliare la soglia si riduce a 6mila euro per i nuclei familiari composti da una persona e a 8mila euro per i nuclei composti da due persone.

Nella erogazione del reddito di inclusione sociale verrà data la precedenza alle famiglie con figli minorenni o disabili, donne in gravidanza e disoccupati con età superiore ai 55 anni.

Il sussidio sarà caricato sulla Carta Rei, che sostituirà la Carta Acquisti. Metà dell’assegno potrà essere prelevato in forma di contante, e l’altra metà speso in negozi convenzionati.

Sarà compatibile con alcune tipologie di situazione lavorativa. Ma non con altri sussidi per la disoccupazione, come ad esempio il Naspi, eventualmente goduti da altri membri del nucleo familiare.

Sarà possibile richiedere il reddito di inclusione sociale dal 1° dicembre 2017 presso i “punti di accesso” che verranno organizzati dai Comuni.

Secondo le stime del ministero, il Reddito di inclusione sociale potrà raggiungere 500mila famiglie. E cioè circa 1,8 milioni di persone di cui 700 mila sono minori.

Alla definizione del nuovo strumento di integrazione del reddito per le fasce più deboli ha contribuito anche l’alleanza contro la povertà, con cui il Governo aveva nei mesi scorsi firmato un apposito memorandum.

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L’alleanza contro la povertà è una rete di associazioni e sindacati nata nel 2013 che ha lo scopo di contribuire alla definizione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta in Italia.