Buoni lavoro INPS : Ecco tutto ciò che c’è da sapere

voucher Buoni lavoro, o voucher lavoro, vengono erogati dall’INPS e sono dei modi di pagamento per lavori occasionali e discontinui, per prestazioni di lavoro accessorie, cioè non regolamentati con i classici contratti (insomma, sono un metodo per rendere regolari situazioni che potrebbero essere considerati lavoro nero, ma nel tempo sono diventanti abbastanza diffusi).

Con i voucher INPS si prendono anche i contributi per la pensione e si può essere pagati per lavori occasionali anche se si prende l’indennità di disoccupazione. Attenzione! Non confondete questi voucher lavoro (per pagare lavori occasionali) con l’assegno di ricollocamento, detto anche voucher di ricollocazione professionale.

COSA SONO?

I voucher lavoro INPS sono disponibili sia cartacei che telematici: i primi vengono consegnati dal datore di lavoro al lavoratore , che provvederà ad incassarli presso un ufficio di Poste Italiane entro 24 mesi dall’emissione, i secondi invece vengono erogati dall’INPS su una apposita INPS Card intestata al lavoratore oppure con un bonifico domiciliato che lo stesso incasserà presso un ufficio postale. Ovviamente i voucher sono “comprati” dal datore di lavoro, che deve comunicare all’INPS l’inizio del lavoro di prestazione occasionale/discontinuo. Specifichiamo che questi sono diversi dai voucher perricollocamento disoccupati.

I voucher INPS servono a pagare prestazioni di lavoro accessorio: la definizione di lavoro accessorio data dall’INPS è “per presta­zioni di lavoro accessorio s’intendono attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7 mila euro ( che a lordo corrispondono a 9.333 euro) nel corso di un anno civile, cioè dal 1 ° gennaio al 31 dicembre”. Attenzione però: 7000€ netti / 9333€ lordi all’anno sono il totale che il singolo lavoratore può incassare, ma c’è il limite di 2000€ netti / 2693€ lordi all’anno che può percepire da un singolo committente.

I buoni lavoro sono disponibili nei tagli da 10€, da 20€, da 50€, per i quali il lavoratore incasserà netti rispettivamente 7.50€, 15€, 37.50€ in quanto il resto è così detratto: 13% contributi INPS (gestione separata), 7% assicurazione INAIL, 5% all’INPS per gestione servizio. Quanto incassato dal lavoratore occasionale tramite voucher lavoro è esentasse e non va indicato nella dichiarazione dei redditi, non incide sullo status di disoccupato o inoccupato, è compatibile coi versamenti volontari, è cumulabile con altri trattamenti pensionistici.

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CHI PUO’ RICEVERLI ?

Possono svolgere prestazioni di lavoro occasionale discontinuo accessorio e quindi venire retribuiti con i buoni lavoro INPS i seguenti soggetti:
pensionati – studenti nei periodi di vacanza e nei weekend (gli universitari sempre) – percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito – lavoratori in part-time – inoccupati e disoccupati – extracomunitari con permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di attività lavorativa, compreso quello per studio, o di un permesso di soggiorno per “attesa occupazione”.

Possono usufruire di prestazioni di lavoro occasionale discontinuo accessorio e quindi pagare i lavoratori con i buoni lavoro INPS i seguenti soggetti:
famiglie  – enti senza fini di lucro – soggetti non imprenditori – imprese familiari – imprenditori agricoli – imprenditori operanti in tutti i settori – committenti pubblici

LIMITE DI PAGAMENTO

Questi limiti sono ancora validi perchè i decreti attuativi del Jobs Act, approvati dal governo Renzi il 24 dicembre 2014, non hanno modificato nulla: nel corso dell’anno solare un lavoratore occasionale può essere pagato al massimo per un totale di 6740€ lordi, pari a 5050€ netti 7000 netti (somma di tutti i pagamenti ricevuti da tutti i datori di lavoro), ed al massimo per 2690€ lordi, pari a 2020€ netti, da uno stesso committente. Chi riceve anche una qualche forma di sostegno al reddito ha però un limite massimo totale pari a 4000€ lordi, 3000€ netti.

E I CONTRIBUTI PENSIONISTICI?

Come detto, una parte del valore nominale di un voucher lavoro occasionale non viene incassato dal lavoratore come “contante“, ma va invece come contribuzione previdenziale: per la precisione il 13%